Lunedì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore

1Tm 4,6-15; Sal 56 (57); Lc 22,35-37

Poi disse loro: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una». (Lc 22,35-37)

Prima o poi si affaccia alla nostra esperienza di lettori e lettrici della Parola l’immagine della “spada”. Un’ immagine inquietante che ritorna. Apocalisse raffigura Cristo in apertura del libro: «dalla bocca usciva una spada affilata, a doppio taglio» (1,16) e così anche nel Vangelo di Matteo e nelle lettere di Paolo. Ci è abbastanza immediato interpretarla in maniera metaforica e non letterale, ma qui nel Vangelo di Luca veniamo aiutati a cogliere la serietà della vita cristiana. La vita è seria, complessa, esigente. L’amore lo è. Credere lo è. Ci sono momenti della nostra vita in cui lo comprendiamo meglio: dobbiamo scegliere, prendere posizione, toglierci ogni maschera e presentarci nella nostra “nudità”. Crediamo veramente nella proposta di vita del Vangelo? Siamo disposti a sostenere una visione di umanità, di relazione tra i popoli, di salvezza per tutti? Ce la facciamo a esprimere un consenso personale a una parola controcorrente che ci chiama a essere fratelli e sorelle nella diversità?

Preghiamo

O Divino Spirito,
la conversione pastorale
suscita la riforma delle strutture
affinché diventino più missionarie,
più espansive e aperte.
Sostieni «gli agenti pastorali
in costante atteggiamento di “uscita”» (EG 27).

 

 

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