Giovedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore

1Tm 3,1-13; Sal 65 (66); Lc 21,25-33

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. (Lc 21,25)

La paura e l’attesa di qualcosa di indefinito hanno la capacità di turbare e inquietare il cuore dell’uomo più degli stessi eventi, finendo per rubare attimi preziosi di vita. Qui a Cuba si mormora dell’arrivo di giorni difficili, con scarsità di energia elettrica, di benzina e cibo. La gente inizia ad accaparrare tutto ciò che può, facendo lunghe code. Tutto questo potrebbe spaventare e rubare la speranza che abbiamo nel cuore; ma anche in questo contesto il Vangelo è davvero buona notizia: «risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». Non si tratta di una liberazione politica, della speranza che dopo tempi difficili verranno giorni migliori. Si tratta di vivere ogni giorno come occasione propizia per accogliere l’amore di Dio e per stupirsi dei semi di bene che, pur nella terra arida, germogliano e portano frutto. Accogliere il kairos è il nostro compito, giorno dopo giorno; annunciare la buona notizia è la vera liberazione.

 

Preghiamo

Dio nostro Padre,
l’attività missionaria rinnova la Chiesa,
«rinvigorisce la fede e l’identità cristiana,
dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni.
La fede si rafforza donandola» (RMi 2).
Ristabilisci in noi uno spirito di fortezza.

 

 

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