VI Domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore

1Re 17,6-16; Sal 4; Eb 13,1-8; Mt 10,40-42

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
(Mt 10,40)

L’accoglienza è decisiva per la vita, per la fede, per la missione e per l’annuncio del Vangelo fino ai confini della terra. La parola insistente di Gesù non lascia spazio a scappatoie interpretative: dobbiamo imparare l’accoglienza! Questo è fondamentale per chi nella missione fa l’annuncio del Vangelo e per chi lo riceve. Chi è inviato ad annunciare il Vangelo deve saper accogliere l’altro a cui annuncia.
Non si è missionari “a distanza”: per annunciare il Vangelo devi aprirti all’altro, entrare nella sua vita non come invasore o approfittatore, ma per condividere ed essere solidale con lui, appunto lo devi accogliere; la sua vita entra nella tua. E chi riceve l’annuncio del Vangelo deve essere disponibile all’azione di Dio che passa attraverso coloro che lui invia, che noi non scegliamo, sono quelli che arrivano, bussano, chiedono di essere ascoltati nel loro annuncio. Accoglierli è accogliere chi li invia. Impariamo l’accoglienza.

Preghiamo

Dio nostro Padre,
evangelizzare è la vocazione propria della Chiesa,
la sua identità più profonda,
«essa esiste per evangelizzare» (EN 14).
Suscita in noi la gioia del Vangelo.

 

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