Lunedì della settimana della V Domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore

Gd 1,1-8; Sal 138 (139); Lc 20,9-19

Disse allora il padrone della vigna: «Che cosa devo fare? Manderò mio figlio, l’amato, forse avranno rispetto per lui!». Ma i contadini, appena lo videro, fecero tra loro questo ragionamento: «Costui è l’erede. Uccidiamolo e così l’eredità sarà nostra!». Lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna? Verrà, farà morire quei contadini e darà la vigna ad altri. (Lc 20,13-16a)

Il cuore dell’uomo scivola qualche volta in un vortice di violenza sempre più grande, senza che sia possibile accorgersene. Dio Padre si è esposto donandoci il figlio amato, Gesù. Egli, a sua volta, ha accettato di compiere la volontà di Dio. E noi?
Chiamati a uscire dalla spirale della violenza, della logica del potere e della vendetta, riusciamo a farlo solo se, contemplando Gesù Crocifisso, lasciamo che il suo amore scaldi e guarisca il nostro cuore egoista. Allora saremo capaci di abbracciare la logica del dono e di abbandonare quella della sopraffazione.

Preghiamo

O Signore,
donaci di comprendere che
«la testimonianza della vita cristiana
è la prima e insostituibile forma della missione:
Cristo, di cui noi continuiamo la missione,
è il “testimone” per eccellenza e il modello
della testimonianza cristiana» (RMi 42).

 

 

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