Venerdì della IV settimana di Pasqua

At 13,44-52; Sal 41 (42); Gv 7,25-31

Quando videro quella moltitudine i giudei furono ricolmi di gelosia. (At 13,45)

Paolo e Barnaba impostano la loro azione apostolica secondo l’indicazione di Gesù a Nàzaret (cfr. Lc 4,16-30): Cristo è la gloria di Israele ed anche luce e salvezza per le genti. Per questo motivo iniziano la predicazione nelle sinagoghe e trovando il rifiuto dei giudei si rivolgono ai pagani. Tale rifiuto da parte dei giudei è avvenuto per gelosia, si rendono conto del numeroso uditorio accorso alla sinagoga per ascoltare la predicazione degli apostoli, temono concorrenza. Luca non specifica il motivo del rifiuto, forse anche riguardo al contenuto della buona notizia, la risurrezione di Gesù, ma sembra proprio causato dal vedere persone ben disposte ad ascoltare i due apostoli. Quante volte dietro a prese di posizione “pastorali o teologiche”, si nascondono gelosie ed invidie nel timore di una concorrenza proprio tra coloro che si dichiarano credenti nel Signore? Chi ha il cuore semplice, non stolto pieno di invidia, accoglie l’annuncio perché riconosce il grande dono della vita eterna per tutti. La Parola del Signore avanza in tutta la regione, Paolo e Barnaba, sempre secondo l’indicazione del Signore, scuotono la polvere dei piedi e proseguono il loro cammino missionario pieni di gioia nello Spirito Santo che era con loro.

Preghiamo

Manda la tua luce e la tua verità: siano esse a guidarmi,
mi conducano alla tua santa montagna, alla tua dimora.

(Sal 41)

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