Gl 3, 1-5; Sal 88 (89); Rm 8, 12-17b; Mt 19, 13-15
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo. (Rm 8, 16-17b)
Avvicinarsi alla Pasqua con la consapevolezza di essere coeredi di Cristo non è cosa da poco: si tratta dell’intima sicurezza del fatto che l’amore di Dio nei nostri confronti non è parziale, ma si è rivelato fino alla Resurrezione, annunciando per tutti una destinazione di vita che non finisce.
Le celebrazioni pasquali saranno l’occasione per essere fatti partecipi di quell’amore, che è arrivato al dono della vita. Sin da ora, per comprenderne la misura, per sentirsi in essa coinvolti, è possibile prepararsi lasciando spazio al silenzio che fa risuonare la sua Parola, ottenuto trascurando ciò che è futile e dedicandosi all’incontro pieno con i poveri, che rendono possibile l’incontro con il Signore.
Preghiamo
Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele.
dal Salmo 88 (89)

