Es 14, 15-31; Sal 105 (106); Ef 2, 4-10; Gv 11, 1-53
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo. (Ef 2, 8-10)
Leggere le parole che Paolo rivolge agli efesini attraverso lo sguardo fornito dal miracolo compiuto da Gesù a Lazzaro fa risuonare in esse ancora più forza: ciascuno ha ricevuto il dono della salvezza, totalmente gratuitamente. Non si tratta con ciò di sminuire gli umani e le loro opere, ma di svelarne la forza profonda: la vita è un dono che nessuno può dire di aver costruito a partire dai propri meriti, ma proprio in quanto ricevuta è ora nelle mani di ciascuno perché nulla vada perduto, per poter intendere ogni giorno come l’occasione per camminare in essa, realizzando quelle opere buone che addirittura Dio ha già preparato.
L’ultimo periodo che introduce alla Pasqua è proprio l’occasione per individuare quelle possibilità non come un peso da eseguire per forza, ma come l’occasione di accogliere un dono.
Preghiamo
Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria.
Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre.
dal Salmo 105 (106)

