Es 12, 21-27d; 2Cr 30, 15-23; Es 24, 1-8; Is 42, 1-9
«Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento». (Is 42, )
I cristiani leggono nella descrizione del servo fatta da Isaia una figura di Gesù: oggi è possibile restare in adorazione della croce riconoscendo come Gesù, fino all’ultimo, abbia vissuto la vita come un dono, capace di non escludere nessuno, capace di resistere al male non distruggendo i peccatori, ma assumendo su di sé il suo peso.
Oggi è il giorno per ringraziare della salvezza che ne deriva e per comprendere in quale modo è possibile contribuire perché quel dono ricevuto possa essere condiviso fino a fargli raggiungere chi ancora lo attende.
Preghiamo
Un branco di cani mi circonda,
mi assedia una banda di malvagi.
Come acqua sono versato,
sono slogate tutte le mie ossa.
Il mio cuore è come cera,
si fonde in mezzo alle mie viscere.
È arido come un coccio il mio palato,
la mia lingua si è incollata alla gola.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza accorri in mio aiuto.
dal Salmo 21 (22)

