Mercoledì della Settimana autentica

Gb 42,10-17; Sal 118 (119),169-176; Tb 7,1a-b.13 – 8,8; Mt 26,14-16

Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti. (Mt 26,14)

Quanto dolore in queste semplici parole. Giuda è uno dei dodici, scelto da Gesù stesso per iniziare la nuova avventura di raccontare il volto del Padre, scelto per creare il nuovo popolo, la nuova immagine delle dodici tribù di Israele, scelto per attuare con Gesù il sogno di una comunità alternativa che fosse lievito per il mondo nuovo. Quanto dolore e rabbia, quanta delusione. Quanto dolore nelle nostre comunità, quanta delusione, quanta tristezza quando i discepoli di Gesù diventano suoi traditori. Come costruire una Chiesa nuova, come annunciare il Vangelo della gioia e della pace, se sin dall’inizio della sua storia c’è il tradimento

Preghiamo

Solo tu, Signore,
nonostante tutta la nostra miseria,
puoi trasformare il nostro tradimento
in occasione e grazia.
Solo tu puoi cambiare
il volto drammatico del nostro peccato
in possibilità nuova di rinascita.
Tu abbracci ogni cosa, Signore,
abbraccia la nostra infinita miseria,
i nostri tradimenti, le paure
che ci portano a fuggire
e cercare sicurezze in altro da te.
Abbraccia e liberaci!

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