Venerdì della V settimana di Pasqua

At 17,16-34; Sal 102 (103); Gv 12,44-50

Tutti gli Ateniesi, infatti, e gli stranieri là residenti non avevano passatempo più gradito che parlare o ascoltare le ultime novità. (At 17,21)

Paolo giunto ad Atene coglie l’occasione, opportuna o non opportuna come scriverà a Timoteo in una delle sue lettere, per annunciare il vero volto di Dio. In effetti l’occasione, non è stata per Paolo opportuna, gli Ateniesi erano più attratti “nell’ascoltare le ultime novità” che intenti a cercare il volto di Dio. La morbosità delle ultime novità, sulla fede o sulla vita della Chiesa, riempiono anche oggi i giornali e rimbombano nei mass media. Divengono scoop per “innalzare” o “affondare” il Papa (chiunque esso sia), vescovi, preti o i cristiani, a seconda di situazioni vere o presunte tali. Se poi, parliamo di paradiso o di risurrezione dai morti, per ben che ci vada, notiamo qualche sarcastico sorrisino nel nostro interlocutore, quasi volessimo propinargli la favoletta del giorno! Saranno passati duemila anni, ma come si nota, le cose non sono cambiate. Tuttavia alcuni accolgono l’annuncio, uomini e donne, persone ben identificabili perché indicati per nome. Persone libere da pregiudizi, con il desiderio nel cuore di cercare chi può dissetare la loro vita, trovandone ristoro e senso. Così pian piano lo Spirito agisce nei cuori, la Parola di Dio entra nella vita e si formano le comunità che si ritrovano nelle case.

Preghiamo

Il tuo regno, Signore, si estende al mondo intero.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.

(Sal 102)

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