Sabato della VI settimana di Pasqua

Ct 5,9-14.15c-d.16c-d; Sal 18 (19); 1Cor 15,53-58; Gv 15,1-8

Questo corpo mortale si vesta d’incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta d’immortalità […]. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! (1Cor 15,53.57)

C’è una lotta in corso tra il male e il bene, tra il diavolo che vuol dannare l’umanità intera, creazione compresa, e Dio che col suo amore provvidente dona se stesso per la nostra salvezza. Questa lotta vedrà come vincitore Cristo risorto. La nostra umanità, corruttibile e mortale, grazie alla risurrezione di Gesù diverrà incorruttibile e immortale. Nella Scrittura troviamo già la nostra predestinazione nel bene. Ciò che è necessario domandarsi ora è se crediamo a quanto ci viene rivelato dalla Parola di Dio: crediamo nella risurrezione della carne? Crediamo che essendo figli nel figlio siamo destinati a una vita divina? Il dono della vita da figli di Dio ricevuto nei sacramenti dell’iniziazione cristiana ha in sé tutte le potenzialità perché divenga concretezza. Potrebbe esserci un esito diverso? Dipenderà dalle nostre scelte concrete di vita, già come indicava il Siracide (15,15 e ss): «Se tu vuoi, puoi osservare i comandamenti; l’essere fedele dipende dalla tua buona volontà. Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano. Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà. Grande infatti è la sapienza del Signore».

Preghiamo

Dal suo tempio il Signore ascoltò la mia voce,
al suo orecchio pervenne il mio grido.

(Salmo 17)

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