Lunedì della VI settimana di Pasqua

At 19,1b-10; Sal 67 (68); Gv 13,31-36

Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo. (At 19,5)

Paolo compie il medesimo gesto che Pietro e Giovanni hanno fatto con i convertiti di Samaria (cfr. At 8,17), vi è una continuità con gli apostoli, sia nell’annuncio del Signore, sia nel dono dello Spirito Santo. Fin dalla Chiesa del concilio di Gerusalemme, il battesimo ha il suo “perfezionamento” con alcuni rituali (imposizione delle mani, unzione, segno della croce) cui la tradizione ecclesiale ha riconosciuto un carattere sacramentale, che chiamiamo cresima, in vista del momento eucaristico che è il vertice e culmine della iniziazione cristiana. Noi, con san Paolo VI nella Costituzione Apostolica sul sacramento della Confermazione del 15 agosto 1971, continuiamo a compiere i medesimi gesti. Il Papa cita Tertulliano: «Viene lavata la carne, perché l’anima sia liberata da ogni macchia (riferimento al battesimo); …viene unta la carne perché l’anima sia consacrata… rinvigorita… illuminata dallo Spirito Santo (riferimento alla confermazione), la carne si pasce del corpo e sangue del Signore, perché anche l’anima si nutra abbondantemente di Dio (riferimento all’eucaristia)». Facciamo tesoro di tanta grazia, perché la vita di fede sia resa feconda nella quotidiana testimonianza di carità dai sacramenti che sostengono l’esistenza credente.

Preghiamo

Conferma o Dio quanto hai fatto per la nostra salvezza,
di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza.

(Salmo 67)

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