I Feria dopo l'Epifania

Ct 1,1; 3,6-11; Sal 44 (45); Lc 12,34-44

«Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!». (Lc 12,37-38)

Nelle parole di Gesù non dobbiamo leggere per forza una minaccia per qualcosa di brutto che ci potrebbe capitare improvvisamente. Piuttosto, è bello pensare che non possiamo pretendere di decidere i piani che Dio ha in serbo per noi perché lui riuscirà comunque a sorprenderci, con un fatto, un incontro, un segno che ci cambierà la vita. Potrebbe decidere di manifestarsi a noi in mille svariati modi. Noi dobbiamo farci trovare pronti a riconoscere i segni, a distinguere quali sono gli incontri importanti che ci mette sul cammino, a capire qual è davvero il nostro tesoro, cioè a distinguere ciò che merita di essere custodito nel cuore da ciò che è effimero e passeggero. Dobbiamo cercare di liberare il nostro cuore da tutto ciò che lo occupa e non ci serve, anzi toglie tempo a cose più importanti. “Tenersi pronti” vuol dire restare disponibili, lasciarsi stupire, sorprendere: Dio alla fine legge dentro di noi, nei segreti del nostro cuore e sa qual è il nostro bene.

Preghiamo

Signore, prenditi cura del mio cuore.
Donami un cuore docile che sappia ascoltare e accogliere
la parola che semini in me!
Così le mie parole sapranno illuminare, dare gioia
e comunicare il tuo amore.

Autore anonimo

 

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