III Domenica di Avvento

Is 45,1-8; Sal 125 (126); Rm 9,1-5; Lc 7,18-28

«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?» Lc 7,19

L’attesa di Giovanni Battista, il più grande tra i nati da donna, era diversa da ciò che aveva in mente Dio. Anche il più grande dei profeti deve fermarsi. Guardare Gesù. Mettersi in ascolto. E lasciarsi ancora sorprendere dallo stile di questo Dio. La tentazione del Battista è quella di “cercare un altro” perché sembra che i segni compiuti da Gesù non corrispondano alle sue attese, a ciò che lui si aspettava dal Messia, a ciò che lui si aspettava da Dio. Quasi che sia Dio a doversi piegare all’uomo, quasi che sia l’uomo a dover insegnare a Dio come deve manifestarsi, da dove deve partire, cosa deve fare. L’Avvento ci chiede di convertirci, di rimettere ordine alla nostra vita, di lasciare che sia Gesù ad insegnarci lo stile di Dio e noi a contemplarlo, ad abbracciarlo facendolo diventare il nostro modo di vedere, di pensare, di agire. È il discepolo che deve mettersi alla sequela del Signore… troppe volte noi vorremmo che fosse il Signore a mettersi alla nostra sequela…

Preghiamo

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli».

Lc 2,29-31

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