VII Giorno dell'Ottava di Natale

Mi 5,2-4a; Sal 95 (96); Gal 1,1-5; Lc 2,33-35

«Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». (Lc 2,34-35)

La sequela di Cristo non è indolore. Per risorgere a nuova vita è necessario che il vecchio sé, con le sue incoerenze e contraddizioni, veda la “rovina”. La venuta di Gesù va sempre a illuminare quelle che sono le piccole o grandi contraddizioni che si nascondono tra i pensieri dei nostri cuori, quelle mancanze che ancora ci impediscono di amare l’altro come Lui ha amato noi. Ma se la consapevolezza di non essere ancora perfetti nell’amore può essere dolorosa, allo stesso tempo questa rivelazione su noi stessi ci indirizza sulla via della guarigione. Davvero la verità ci fa liberi, perché ci rende più vigili rispetto ad atteggiamenti che sono diventati magari abitudinari ma che di fatto sono meschinità che ci impediscono di vivere in pienezza la bellezza delle nostre relazioni con gli altri. Accogliamo allora senza timore la vera luce che rischiara le nostre tenebre, non per giudicarle ma per guarirle.

Preghiamo

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Sal 27,1

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