Dedicazione della Basilica romana lateranense

1Re 8,22-23.27-30; Sal 94 (95); 1Cor 3,9-17; Gv 4,19-24

«Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito! Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio, per ascoltare il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: “Lì porrò il mio nome!”». (1Re 8,27-29)

Lo stupore di Salomone è sincero: una volta ultimata la costruzione del tempio egli sa che non è possibile racchiudervi il Signore, Lui è sempre più grande. Eppure, la grandezza del Signore, ciò che lo rende differente da ogni essere umano non è un ostacolo: Salomone sa che proprio quel Signore più grande dei cieli è attento alla piccolezza della preghiera umana. La fede di Salomone nei confronti del suo Signore è la stessa che ogni giorno si rinnova nella Chiesa, dove tutti sono chiamati a far percepire a ogni donna e ogni uomo la presenza viva del Signore.

Preghiamo con il Salmo

Grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
le sue mani hanno plasmato la terra.

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