Venerdì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Gdc 6, 33-40; Sal 19; Lc 10,1b-7a

In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa”. (Lc 10,5)

In questo nostro oggi per alcuni segnato dalla partenza verso luoghi lontani dalla quotidianità, ci viene narrato l’invio dei settantadue discepoli da parte di Gesù; settantadue perché nella versione greca dei LXX tanti sono i popoli della terra (Gn 10) e ciascuno deve essere raggiunto dalla buona notizia del Regno di Dio.
Nel bagaglio degli inviati, leggero per non appesantire il cammino e perché si parte affidati a colui che manda e a coloro che accoglieranno, non può mancare una cosa essenziale: la parola della pace. Quella pace che sulla bocca degli angeli ha segnato la nascita di Gesù sulla terra, ora sulla bocca del discepoli annuncia la sua nascita nella vita di chi lo accoglie.
E’ il dono legato all’avvento del Messia, che il profeta descrive anche come convivenza del lupo e dell’agnello: la missione pericolosa dei discepoli, agnelli fra i lupi, ha come orizzonte questa promessa. E’ il dono del Risorto (Lc 24,36) e dello Spirito (Gal 5,22) che, ricevuto e custodito, deve essere trasmesso a tutti e prima di tutto. Procuriamo che anche nel nostro bagaglio, sia che partiamo sia che restiamo, non manchi questa pace.

Preghiamo col Salmo

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.

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