Festa della Esaltazione della Santa Croce

Nm 21,4b-9; Sal 77 (78); Fil 2,6-11; Gv 3,13-17

Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.  (Nm 21,8-9)

Il Signore dona al popolo diretto verso la terra della promessa e della libertà un segno che dà vita: il piccolo gesto di guardare verso il serpente era la possibilità di riconoscere che per quanto la strada verso la terra fosse difficoltosa il Signore era presente, da lui veniva la vita.
Ora i cristiani sanno riconoscere in quell’episodio la figura di quanto in modo definitivo avviene grazie alla croce: i segni di morte, il peccato compiuto e subito non ha l’ultima parola, ma la croce di Gesù è il dono divino della vita per tutti, per sempre.

Preghiamo con il Salmo

Ma lui, misericordioso, perdonava la colpa,
invece di distruggere.
Molte volte trattenne la sua ira
e non scatenò il suo furore.

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