Sabato, Settimana della V Domenica dopo Pentecoste

Lv 25, 1-17; Sal 98; Rm 13, 11-14; Lc 7, 20-23

“La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno”. ( Lc 7)

Le letture odierne sono un appello alla ripresa ed alla rilettura degli eventi della vita alla luce del disegno di Dio che ha in mano le sorti della storia e dell’universo.

Le parole del Signore a Mosè sono il programma del giubileo cui ogni fedele è invitato ad attenersi, ma non si ttratta di semplice devozione o di atti purificatori, quanto una presa di coscienza che Dio è il padrone della vita e che tutto il creato è stato messo a disposizione degli umani perchè se ne prendano cura e non lo rovinino. Il comando di dare risposo alla terra e di astenersi da ogni azione di sfruttamento, implica proprio una presa di considerazione della responsabilità ed anche del ruolo che ogni essere umano ha da svolgere sulla terra,

A seguito di ciò per ogni uomo e donna del nostro tempo il richiamo è proprio di svegliarsi, di lasciare le opere del male e riprendersi una linea di vita coerente con quanto Dio ha promesso a ciascuno: misericordia e salvezza.

Preghiamo col Salmo

Il Signore regna: tremino i popoli.
Siede in trono sui cherubini: si scuota la terra.
Grande è il Signore in Sion,
eccelso sopra tutti i popoli.

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