Sabato, Settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Lv 8,1-13; Sal 94; Eb 5,7-10; Lc 4,16b-22b

Per la nostra redenzione il Figlio di Dio ha pregato, sofferto e pianto: imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. (Eb 5)

Il percorso di accoglienza della volontà di Dio e di consacrazione a lui, passa per tempi di fatica e di sacrificio, e nulla sfugge a ciò che Dio costruisce insieme all’umanità. Mosè compie ciò che il Signore gli ordina di fare e riveste Aronne e i suoi figli della missione sacerdotale che in tal modo si perpetua nel tempo e lungo le generazioni.
Gesù spiega nella sinagoga il vero significato delle scritture che in lui hanno il pieno compimento: “Lo Spirito del Signore è sopra di me”. L’anno di grazia incomincia con la risurrezione di Gesù dai morti. Ma occorre essere poveri e disponibili al disegno divino, aperti alla sua misericordia per poter ricevere il vangelo della salvezza.

 

Preghiamo col Salmo

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

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