Martedì, Settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Es 2,1-10; Sal 104; Lc 4,25-30

Un disegno provvidenziale preserva Mosé dalla soppressione e lo conduce al compimento della missione affidatagli. (Es 2)

Mosè è salvato dalle acque e Dio lo investe di una grande missione: salvare il popolo ebraico e condurlo fuori dall’Egitto dove soffriva sopraffazione e schiavità. Come Abramo, così anche Mosé, e poi Gesù, non si presentano con forza e potere, ma sembrano esclusi dalla propria gente edalla propria terra. Mosé sarà l’uomo di fiducia di Dio, il portatore della sua benedizione che non sarà smentita.
E Gesù annuncia una salvezza che è per tutti, a partire proprio dai più poveri, i marginali, come la vedova di Sarepta di Sidone cui è inviato il profeta Elia per salvarla dalla carestia, o il siro Naaman risanato da Eliseo. Questa ‘logica’ di Dio, senza discriminazioni nè preferenze di popolo e nazione, non è gradita ai contemporanei di Gesù e nemmeno agli uomini della sinagoga che, all’udire le sue parole, lo cacciano e vorrebbero ucciderlo.

 

Preghiamo col Salmo

Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco.

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