MERCOLEDÌ 10 APRILE

Gen 48,1.8-21; Sal 118 (119),137-144; Pr 30,1a.24-33; Lc 18,31-34

Ecco, noi saliamo a Gerusalemme. (Lc 18,31)

Questo brano di Vangelo ci svela il motivo per cui Gesù si sta recando a Gerusalemme: perché si compia «tutto ciò che fu scritto dai profeti» (Lc 18,31) su di lui, cioè la sua passione, morte e Risurrezione. Diamo quasi per scontati gli avvenimenti cui Gesù allude perché sono già accaduti nella storia. Proviamo, invece, ad immergerci nella prospettiva dei Dodici: loro non si immaginano minimamente cosa sarebbe capitato a Gesù e a loro nei giorni di Pasqua! Forse non hanno capito perché rifiutano anche solo l’idea che un uomo giusto inviato dal Signore – il “Figlio dell’uomo”, la cui venuta fu profetizzata nel libro di Daniele – possa subire tale sorte ingiusta e terribile, seppur con un finale colmo di speranza. Come capire, dunque? Dovranno seguire Gesù. Solo così potranno comprendere il senso di questo annuncio.

Preghiamo

Libera dalla spada la mia vita,
dalle zampe del cane l’unico mio bene.
Salvami dalle fauci del leone
e dalle corna dei bufali.
Tu mi hai risposto!
(Sal 22,21-22)

[“Appartenenti a questa via” – La sequela e il cammino verso la santità. Quaresima e Pasqua 2019 – Centro Ambrosiano]

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