LUNEDÌ 25 MARZO

Annunciazione del Signore

Is 7,10-14; Sal 39 (40); Eb 10,4-10; Lc 1,26b-38

Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un Figlio, che chiamerà Emmanuele. (Is 7,14)

Sono in quel nome, Emmanuele, “Dio- con-noi”, la consolazione e la gioia che devono guidare la nostra vita e missione cristiana. Spesso sentiamo l’umano bisogno di un segno, di concretizzazioni. Questo può addirittura farci dubitare della presenza del Signore nel dispiegarsi della nostra vita. L’iniziativa prima e fondamentale è la Sua, è Lui che per primo viene nel mondo. L’attesa del segno, il nostro chiedere conforto nelle avversità è sempre anticipato dall’iniziativa del Signore. Egli non viene in una teoria, ma in una storia, in un tempo. Viene in quella quotidianità che spesso viviamo in modo disattento e superficiale. Il segno più grande, infatti, è la piccolezza di un bambino. Aspetta però il nostro sì, come quello di Maria, colei che accoglie l’iniziativa del Padre e per questo si fa segno per l’umanità intera.

Preghiamo

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.
Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce. (Sal 18)

[“Appartenenti a questa via” – La sequela e il cammino verso la santità. Quaresima e Pasqua 2019 – Centro Ambrosiano]

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