Ger 3,6a.12a.14-18; Sal 86 (87); Zc 2,5-9; Mt 12,22-32

 

«Nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi».          (Mt 12, 25b)

 

 

Fratelli, figli di uno stesso padre, famiglia.

Gesù ci ricorda l’importanza che noi, frutti della stessa radice, cerchiamo l’unità e ci mette in guardia dalla divisione. Come sempre il Vangelo è molto attuale e concreto.

Il tempo che stiamo vivendo è molto segnato dalle divisioni. Divisioni in famiglia, tra chi ci governa, nella Chiesa scossa al suo interno. Gesù ci dice: “chi non raccoglie con me disperde” (Mt 12,30). E’ Lui la nostra coerenza; Lui il punto a cui guardare per ritrovare l’orientamento, la parola e la vista. Senza lo sguardo posizionato su di Lui, sul suo umiliarsi fino a mettersi a nostro fianco, rischiamo di non vedere la chiamata di ciascuno ad essere parte di una comunità che va oltre il proprio io.

Gesù ci richiama il senso della vista e ci dice: “vedi che ti ho dato una famiglia, ti ho dato la Chiesa, accostati, accogli, vai incontro. Ti ho dato dei pastori per guidarti, affiancali. Sii tu la mia Chiesa”.

 

Preghiamo

 

Hai sentito la novità dell’Evangelo, adesso prendi il largo; queste parole falle fiorire nella vita, consenti che mettano radici nel cuore di ciascuno e delle comunità; allora nascerà la comunità dei discepoli, nascerà il miracolo della Chiesa, nascerà la nazione santa, la stirpe eletta, il regale sacerdozio, la gente santa. 

 (Don Franco Brovelli, La promessa si compie)

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