Is 19,18-24; Sal 86 (87); Ef 3,8-13; Mc 1,1-8

 

«E proclamava “viene dopo di me colui che è più forte di me”». (Mc 1, 7)

 

La liturgia di oggi ci presenta due grandi annunciatori della Parola: S. Giovanni Battista e S. Paolo, ma non dobbiamo ingannarci nel crederli irraggiungibili testimoni della fede. Entrambi infatti ci richiamano la loro piccolezza ed inadeguatezza. Come è stato possibile per loro vivere una vita così intensa e così radicale?

Non hanno avuto paura di riconoscere i loro limiti; si sono fatti guidare dal desiderio ardente di portare l’Amore. Non hanno avuto paura perché il loro esistere è stato un legame strettissimo con l’Assoluto e questo legame ha trasformato la loro piccolezza in affidamento. Non hanno avuto paura perché sapevano Chi annunciavano. Non avevano la preoccupazione di portare loro stessi, ma di portare la certezza di un Dio che si fa servo e fratello nostro.

E’ possibile anche per noi vivere in modo tanto radicato in Dio il nostro esser cristiani se partiamo dall’accorgerci della bellezza assoluta che ogni domenica riceviamo nell’eucaristia!

 

Preghiamo

Signore Gesù Cristo, mio unico bene, donami di seguire le tue orme imitando la tua umiltà e povertà, perché anch’io come Maria possa essere tua dimora e portarti sempre in me spiritualmente per la carità, e in te e con te, portare ogni creatura perché tu le contieni tutte.         

(Santa Chiara, FF 2892-2893)

 

Impegno Settimanale

Trovo un momento nella giornata in cui mettermi in ginocchio, come attesa umile e di affidamento.

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