VII giorno dell’ottava di Natale

 

Mi 5,2-4a; Sal 95 (96); Gal 1,1-5; Lc 2,33-35

 

«Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra. Egli stesso sarà la pace!».    (Mi 5,3b-4a)

 

Abba Genesio diceva ai suoi fratelli: non scandalizzatevi per i rumori di guerre. Nel tumulto delle città, al mercato delle monete, nell’assemblea dei legislatori, al tavolo del gioco si alzano le urla, lo schiamazzo e le bestemmie. Ai confini dell’impero c’è sempre una tensione, un popolo che preme e un soldato ucciso per sbaglio. Guarda nella tua casa. Entra nella tua cella: non hai forse nascosto l’arma del rancore? Non hai forse seppellito in qualche angolo il coltello della vendetta? Non c’è sulla mensola un manuale di guerra che continui a ripassare? Siediti. Tranquillo. Sotto il fico e la vite il Dio della pace continua a parlare al tuo cuore.

 

Preghiamo

 

Accresci, o Dio, nei tuoi servi la pace del cuore;

nessuna contrarietà del mondo ci turbi

mentre ci allietiamo della nascita tra noi del tuo Figlio,

e la celebrazione che compiamo ci ottenga un frutto eterno. Amen.

               (orazione, liturgia ambrosiana)

 

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