Sant’Ambrogio

 

Sir 50,1a-b; 44,16a-23c;45,3b.12a.7.15e-16c, Sal 88 (89); Ef 3,2-11; Gv 10,11-16

 

 

«Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore».      (Gv 10,11)

 

 

La figura di sant’Ambrogio accompagna attraverso i secoli il cammino di una chiesa che da questo santo ha ricevuto il suo stesso nome, chiesa ambrosiana.

Nel vangelo di oggi Gesù di sé dice di essere il buon pastore. La bontà, o bellezza, in questo caso esprime un tratto della creazione stessa di Dio, che è “cosa buona”, cioè realtà che porta su di sé l’impronta di Dio, della sua bellezza.

Così è, o dovrebbe essere, dei pastori della chiesa perché manifestino qualcosa del volto stesso di Dio, imparando dal Signore Gesù, vero ed unico pastore, che dona la vita per le sue pecore. Non si tratta dunque di pianificare strategie o assumere atteggiamenti particolari, piuttosto di entrare nella scelta fondamentale del Signore: il dono di sé.

Con Gesù, come Ambrogio, ti chiediamo Signore di donare sempre alla tua chiesa pastori capaci di essere segno della tua presenza, secondo la “carità pastorale” che fu di Ambrogio e di tanti nostri pastori.

 

 

Preghiamo

 

Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla.

Su pascoli erbosi mi fa riposare,

ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l’anima mia,

mi guida per il giusto cammino

a motivo del suo nome.       

 

 (dal Sal 23, 1-3)

 

 

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