Is 45,1-8; Sal 125 (126); Rm 9,1-5; Lc 7,18-28

 

 

«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».          (Lc 7,20)

 

 

Colpisce il fatto che colui che Gesù definisce il più grande fra i nati di donna, Giovanni il Battista, si interroghi sull’identità del Messia. Anche lui si era fatto un’idea del Messia che non corrispondeva alla realtà. Confuso, deluso, sorpreso? Giovanni manda a chiedere a Gesù: sei tu o dobbiamo aspettare un altro?

La nostra vita è fatta di tante attese e vorremmo che Dio le realizzasse tutte; in realtà Dio compie le sue promesse, non le nostre attese. Davanti a ciò che ci sorprende dunque la nostra fede è messa alla prova.

Tuttavia il Signore prende sul serio le nostre domande e ci risponde a suo modo, cioè con dei segni: “guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi …”. Ed ecco la risposta di Gesù agli inviati di Giovanni: “Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito”. Queste parole sono anche per noi: cosa il Signore mi sta facendo udire e vedere in questo tempo? Quali attese porto nel cuore? Di quali fragilità mi chiede di farmi carico?

 

Preghiamo

 

Ora, che potrei attendere, Signore?

E’  in te la mia speranza.

Liberami da tutte le mie iniquità,

non fare di me lo scherno dello stolto.          

(dal Sal 39, 8-9)

                                                    

 

Impegno Settimanale

Al termine di ogni giornata possiamo chiederci, nella riflessione e nella preghiera, quali “grandi cose” ho visto e udito oggi? Nella semplicità e nella misura delle mie capacità, di quali “grandi cose” sono stato capace per i miei fratelli più in difficoltà?

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