V feria prenatalizia “dell’Accolto”

Rut 3,8-18; Sal 106 (107); Est 8,3-7a.8-12; Lc 1,67-80

 

 

«Sii benedetta dal Signore, figlia mia! Questo tuo secondo atto di bontà è ancora migliore del primo».    (Rt 3,10a-b)

                  

Rut adornata con i suoi vestiti più belli, con il suo abito da festa, scende nell’aia e fa’ quanto Noemi le ha comandato. Come la sposa del Cantico, Rut esce di casa nella notte alla ricerca di Booz, l’amore che le dà una vita nuova. Il particolare della mezzanotte non è privo di suggestivi significati spirituali. La mezzanotte è l’ora dell’arrivo dello sposo. La mezzanotte è l’ora in cui, mentre tutto era immerso in un profondo silenzio, il Verbo discese e pose la sua tenda tra gli uomini (cfr Sap 18, 14). Mezzanotte: un’ora misteriosa scelta da Dio per far sentire, attraverso eventi salvifici, la sua presenza tra gli uomini. Booz percepisce che gli sta succedendo qualcosa che sfugge ai sensi e alla ragione: è un intervento di Dio che cambia la sua vita. Questo incontro, dunque, non ha come protagonisti soltanto Booz e Rut, ma Dio stesso. In esso è adombrato il mistero della discesa e dell’incontro di Dio con l’umanità. Così Rut entra nel corso della grande attesa e della grande speranza d’Israele, indicazione di via per aprire la strada al Messia.

 

Preghiamo

 

Concedici, Signore Gesù, di vivere con fede l’incontro con te nella notte del tempo presente, nell’ora della prova e della fatica.         

(A.Canopi)

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