Lv 23,26.39-43; Sal 98; Eb 3,4-6; Gv 7,1-6b

 

"Dimorerete in capanne per sette giorni; tutti i cittadini d’Israele dimoreranno in capanne, perché le vostre generazioni sappiano che io ho fatto dimorare in capanne gli Israeliti, quando li ho condotti fuori dalla terra d’Egitto". (Lv 23)

 

La festa delle capanne è per gli israeliti un segno dell’intervento di Dio nella storia del suo popolo; deve richiamare la fragilità dell’opera umana e l’origine divina del creato. Infatti, nell’epistola leggiamo che ogni casa viene costruita da una mano umana "ma colui che ha costruito tutto è Dio". Importante è sempre riportare ogni evento ed opera alle vere origini dell’intero creato e mai scordare che ogni cosa è destinata a finire ma solo Dio ha in mano la storia e la vita dell’universo.

E la casa di Dio siamo noi, se conserviamo la libertà e la speranza. Dio stesso non teme la nostra fragilità e debolezza nella fede.

 

Preghiamo col Salmo

Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi allo sgabello dei suoi piedi.
Egli è santo!
Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo è il Signore, nostro Dio!

 

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