Sir 43, 23-33a; Sal 135 (136); Col 3, 4-10; Mt 8, 23-27
Come potremmo avere la forza per lodarlo? Egli infatti, il Grande, è al di sopra di tutte le sue opere. Il Signore è terribile e molto grande, meravigliosa è la sua potenza. Nel glorificare il Signore, esaltatelo quanto più potete, perché non sarà mai abbastanza. Nell’esaltarlo moltiplicate la vostra forza, non stancatevi, perché non finirete mai. (Sir 43, 28-30)
La grandezza del Signore può generare due reazioni: timore e paura, sentendo di essere da lui lontani, oppure stupore e meraviglia, scoprendo la sua bellezza. La sua maestosità, già dal libro del Siracide, non è però intesa come riduzione dell’essere umano, che anzi ha la possibilità di dilatare sempre più sé stesso, perché è in relazione con il Signore.
Quella possibilità sarà definitiva in Gesù, quando la grandezza del Signore si esprimerà nella sua umiltà: è responsabilità di ciascun cristiano, ogni giorno, quella di non ridurre la grandezza del Signore secondo le proprie unità di misura, a volte oppressive, ma quella di lasciare emergere che la sua grandezza si manifesta nell’amore per i piccoli.
Preghiamo
Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,
perché il suo amore è per sempre.
Ha creato i cieli con sapienza,
perché il suo amore è per sempre.
dal Salmo 135

