Martedì, Settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Gs 24,29-32; Sal 33; Lc 9,46-50

 

“Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito perché non ti segue insieme con noi”. Gesù rispose: “Non lo impedite”. (Lc 9,49-50a)

 

Tentazione antica quella di tracciare confini, circoscrivere spazi, cercare un nome individuale o collettivo dal quale trarre privilegi e potere! Già Mosè si era trovato in una circostanza simile a quella narrataci da Luca (Nm 11,25-29) e aveva risposto auspicando l’effusione dello Spirito su tutto il popolo perché tutti potessero agire da profeti del Signore, ossia nel nome del Signore (profeta = chi parla a nome di…).

Possiamo credere che l’esorcista anonimo del vangelo rappresenti la risposta di Dio all’auspicio di Mosè: veramente lo Spirito è stato effuso su tutti! Rimettiamoci dunque al nostro posto, con i Dodici, cioè dietro a Gesù, e lasciamoci ripetere: “Forse la Parola di Dio è partita da voi? O è giunta soltanto a voi?” (1 Cor 14,36).

“Lo Spirito soffia dove vuole” (Gv 3,8) e “Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio” (Rm 8,14). Infatti “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scac-ceranno i demòni” (Mc 16,17): pertanto “Non lo impedite”, dice Gesù.

 

Preghiamo col Salmo

 

Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore.
Custodisce tutte le sue ossa:
neppure uno sarà spezzato.

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