Gn 3, 1-8; Sal 118 (119), 1-8; Pv 3, 1-10; Mt 5, 13-16
Confida nel Signore con tutto il tuo cuore e non affidarti alla tua intelligenza; riconoscilo in tutti i tuoi passi ed egli appianerà i tuoi sentieri. Non crederti saggio ai tuoi occhi, temi il Signore e sta’ lontano dal male: sarà tutta salute per il tuo corpo e refrigerio per le tue ossa. (Pv 3, 6-7)
Evitare di affidarsi alla propria intelligenza e non credersi saggi non è un modo per mortificarsi fine a sé stesso, una forma di umiltà del tutto improduttiva; si tratta piuttosto di scoprire che la propria identità trova peso nella misura in cui è in grado di non contare solo su di sé, richiudendosi in sé stessa, ma è in grado di dilatare le proprie possibilità perché lascia che sia il Signore a prendere posto nello spazio della propria vita.
Preghiamo
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.
Non dovrò allora vergognarmi,
se avrò considerato tutti i tuoi comandi.
dal Salmo 118 (119)

