Is 58, 4b-12b; Sal 102 (103); 2Cor 5, 18 – 6, 2; Mt 4, 1-11
In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. (Is 58, 10-12)
Il fecondo tempo di Quaresima ha inizio lasciando risuonare l’invito di Paolo, che si fa supplica incessante a lasciarsi riconciliare con Dio. Quelle parole diventano immediatamente la traccia del percorso di Quaresima, la cui mèta è la Pasqua, quindi si sostiene grazie alla mediazione di Gesù, puntando lo sguardo su di lui per essere in grado di cambiare la propria vita.
Inoltre, il fatto che Paolo si rivolga ai Corinzi invitandoli alla conversione, esprime il fatto che non è possibile arrivare all’obiettivo quando si cammina da soli, al contrario, ciascuno ha la responsabilità di farsi portavoce di quell’invito, collaboratore del Signore, perché anche altri possano esserne raggiunti.
Preghiamo
Quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono.
dal Salmo 102 (103)

