Martedì della II settimana di Quaresima

Gen 13,12-18; Sal 118 (119),33-40; Pr 4,20-27; Mt 5,31-37

Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. (Mt 5,36)

Come dire che non siamo padroni assoluti della nostra vita, del nostro tempo, del nostro corpo. Se diciamo sempre la verità, che bisogno c’è di impegnarci in un giuramento? Ecco il punto che Gesù mette in evidenza. La nostra libertà di essere sempre veri. Non conosciamo il nostro domani, possiamo programmarlo ma non ne siamo i padroni. Occorre avere uno sguardo sulla vita che si fonda su questa umiltà: “non abbiamo potere sui nostri capelli”; ma anche uno sguardo di fede che sa in quali mani si trova: «Non temete, i capelli del vostro capo sono tutti contati».

Preghiamo

Donaci, Padre, di vivere sereni
nella consapevolezza della tua cura per noi
e liberaci da tutti i nostri tentativi
di assicurarci il futuro con astute manovre e false parole.
Che il nostro parlare e agire sia un sì chiaro
quando le cose sono vere
e un no chiaro quando le cose sono false.

 

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