Lunedì della settimana della penultima Domenica dopo l'Epifania

Sap 8, 17-18. 21 – 9, 5. 7-10; Sal 77 (78); Mc 10, 35-45

Sapendo che non avrei ottenuto la sapienza in altro modo, se Dio non me l’avesse concessa – ed è già segno di saggezza sapere da chi viene tale dono –, mi rivolsi al Signore e lo pregai, dicendo con tutto il mio cuore.  (Sap 8,21)

Sembra uno strano circolo quello presentato dal libro della Sapienza: la sapienza è da cercare, ma è trovata nella misura in cui si scopre che non può essere ottenuta tramite l’impegno delle proprie forze. Questa scoperta corrisponde a un tesoro prezioso, in quanto consente di riconoscere che tutto è dono del Signore. Chi è in grado di lasciarsi coinvolgere da questa logica, allora abbandonerà ogni pretesa di potere, anche quello subdolo che fa ritenere il bene compiuto frutto esclusivo della propria volontà e dell’impegno personale. Consentirà di scoprire un valore ancor più vasto, dilatando la misura del proprio amore a partire dalla docilità nei confronti del Signore.

Preghiamo

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto.

dal Salmo 77 (78)

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