Martedì della settimana della penultima Domenica dopo l'Epifania

Sap 11, 24 – 12, 8a. 9a. 10-11a. 19; Sal 61 (62); Mc 10, 46b-52

Tu ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta? Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza? (Sap 11,24-25)

Parole piene di dolcezza quelle del libro della sapienza, ma non innocue. Riconoscere che tutto ciò che esiste è voluto dal Signore, avere la certezza che egli non abbandona nulla di quanto ha creato, insidia nell’animo anche la domanda drammatica che chiede conto del senso del male di cui si fa esperienza.
Quella domanda resta aperta, chi allena il proprio sguardo spirituale ha il coraggio di affrontarla, proprio sforzandosi di riconoscere il Signore come la sorgente di ogni bene. Partendo da quell’aspetto, ringraziando per ogni suo dono, si ottiene anche uno spirito deciso per rifiutare le varie forme con cui il male cerca di intaccare quella certezza.

Preghiamo

Sì, sono un soffio i figli di Adamo,
una menzogna tutti gli uomini:
tutti insieme, posti sulla bilancia,
sono più lievi di un soffio.

dal Salmo 61 (62)

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