Giovedì della I settimana di Quaresima

Gen 5,1-4; Sal 118 (119),17-24; Pr 3,27-32; Mt 5,20-26

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino. (Mt 5,25)

Accordarsi: parola usata per gli strumenti musicali perché diano il suono perfetto, ma soprattutto perché siano in armonia tra loro così da poter ottenere una musica perfetta. Bello che il Vangelo ci chieda di accordarci anche con l’avversario, con colui che vorremmo fosse lontano e con cui non vorremmo avere niente a che fare. Invece le parole scomode di Gesù ci incalzano. Cerchiamo armonia o le cose precipiteranno in situazioni peggiori. Cerchiamo armonia, che significa pure decidere a cosa dobbiamo rinunciare noi e a cosa deve rinunciare lui. Perché quello che conta non è cosa ci guadagniamo, non sono in gioco la propria immagine, l’orgoglio o la vergogna ma la comunione tra noi. Questo è il vero risultato che Gesù non vuole che ci perdiamo: guadagnare l’avversario come fratello.

Preghiamo

Come è difficile sopportare lo sguardo del nostro avversario,
a volte vorremmo che sparisse, a volte vorremmo sparire.
Ricordaci, Padre, che l’avversario è nostro fratello!
Concedici la forza di attraversare il fiume Jabbok,
come Giacobbe, per incontrare Esaù e abbracciarlo.
Questa sfida della comunione
vogliamo che sia la nostra priorità.

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