Giovedì della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

Es 13, 3a. 11-16; Sal 113B (115); Lc 5, 36-38

Riscatterai ogni primogenito dell’uomo tra i tuoi discendenti. Quando tuo figlio un domani ti chiederà: “Che significa ciò?”, tu gli risponderai: “Con la potenza del suo braccio il Signore ci ha fatto uscire dall’Egitto, dalla condizione servile. Poiché il faraone si ostinava a non lasciarci partire, il Signore ha ucciso ogni primogenito nella terra d’Egitto: i primogeniti degli uomini e i primogeniti del bestiame. Per questo io sacrifico al Signore ogni primo parto di sesso maschile e riscatto ogni primogenito dei miei discendenti”.

La libertà donata non può semplicemente essere accolta, essa diventa responsabilità per tutti. La trasmissione della memoria dell’evento della liberazione è l’occasione perché la libertà sia goduta anche dalle generazioni future.
Per il popolo di Israele la possibilità che tutti conoscessero i prodigi compiuti dal Signore liberando dall’Egitto era la condizione essenziale perché il popolo fosse coeso, dando a tutti l’occasione per conoscere direttamente chi fosse il Signore.
Anche i cristiani hanno quella responsabilità, non è sufficiente riconoscere che il Signore ha cambiato la propria vita, immediatamente di quel dono si è responsabili perché tutti possano goderne.

Preghiamo

Il Signore si ricorda di noi, ci benedice:
benedice quelli che temono il Signore,
i piccoli e i grandi.
Vi renda numerosi il Signore, voi e i vostri figli.

Dal Salmo 113B (115)

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