Martedì della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

Es 12, 29-34; Sal 77 (78); Lc 5, 12-16

Gli Egiziani fecero pressione sul popolo, affrettandosi a mandarli via dal paese, perché dicevano: «Stiamo per morire tutti!». Il popolo portò con sé la pasta prima che fosse lievitata, recando sulle spalle le madie avvolte nei mantelli.  (Es 12,33-34)

I momenti che precedono la liberazione sono caratterizzati dalla fretta, tutto avviene con un ritmo incalzante, ben differente da quello naturale. Infatti, l’equilibrio normale del tempo, che chiede di attendere perché la pasta sia lievitata, non può essere rispettato, il popolo parte prima.
Ci sono momenti nei quali non è più possibile essere padroni del ritmo del tempo, in cui non si è più in grado di controllare nulla. Quando il Signore interviene, si tratta piuttosto di lasciarsi coinvolgere da lui, di lasciare che sia lui a dettare la «tabella di marcia». Così è accaduto per il popolo nel momento decisivo della sua liberazione, così può essere ogni occasione nella quale il Signore si rivela nell’esistenza di tutti.

Preghiamo

Colpì ogni primogenito in Egitto,
nelle tende di Cam la primizia del loro vigore.
Fece partire come pecore il suo popolo
e li condusse come greggi nel deserto.

Dal Salmo 77 (78)

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