Sabato della settimana dopo Pentecoste

Nm 28, 1. 26-31; Sal 92 (93); 2Cor 8, 1-7; Lc 21, 1-4

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Il giorno delle primizie, quando presenterete al Signore un’oblazione nuova, alla vostra festa delle Settimane, terrete una riunione sacra; non farete alcun lavoro servile. Offrirete in olocausto di profumo gradito al Signore due giovenchi, un ariete e sette agnelli dell’anno».  (Nm 28,26-27)

I primi frutti del raccolto non sono consumati, ma offerti al Signore. In quel giorno è anche sospesa l’attività lavorativa. In entrambi i casi si ristabilisce il primato della relazione con il Signore rispetto all’uso dei beni della terra e dell’opera necessaria per ottenerli.
Quel primato restituisce dignità a ogni essere umano, che non trova valore in ciò che può compiere o in quanto possiede, ma nella possibilità, data a tutti, di essere in relazione con Dio e di conseguenza con gli altri.

Preghiamo

Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
La santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore.

Dal Salmo 92 (93)

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