Lunedì della settimana dell'ultima Domenica dopo l'Epifania

Qo 1, 1-14; Sal 144 (145); Mc 12, 13-17

Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re a Gerusalemme. Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa. (Qo 1,1-4)

Le questioni poste da Qoèlet possono apparire inadeguate per un credente: come pensare che la vita non abbia senso? Eppure, esse sono necessarie, è essenziale porsi questioni tanto radicali, perché solo rispondendovi anche il Signore potrà rivelarsi in tutta la sua profondità.
Il cristiano non vive sulla superficie, come se sempre ci fosse già a disposizione una risposta preconfezionata, né può ritenere che le fatiche che sperimenta siano illusorie o possano facilmente essere ripagate. Al contrario, di fronte allo stupore per l’infinito numero delle vite umane, egli si sforza di scoprire quale sia la ragione dell’unicità di ciascuna.

Preghiamo

Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.
Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare.

dal Salmo 144 (145)

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