Mercoledì della settimana dell'ultima Domenica dopo l'Epifania

Qo 4, 17 – 5, 6; Sal 65 (66); Mc 12, 38-44

Bada ai tuoi passi quando ti rechi alla casa di Dio. Avvicìnati per ascoltare piuttosto che offrire sacrifici, come fanno gli stolti, i quali non sanno di fare del male. Non essere precipitoso con la bocca e il tuo cuore non si affretti a proferire parole davanti a Dio, perché Dio è in cielo e tu sei sulla terra; perciò siano poche le tue parole. (Qo 5,1-2)

La sapienza racchiusa nel libro del Qoelet pone in primo piano l’ascoltare, contrapponendolo al pronunciare parole. Questo è un esercizio fondamentale per chi vuole seguire il Signore: la consapevolezza che ogni parola è autentica nella misura in cui è risposta alla sua Parola conduce a ristabilire gli equilibri della propria esistenza.
Si può lasciare che ogni giorno sia costruito nell’ascolto, capace di ospitare in sé la vita che viene da altrove, innanzitutto da Dio e di conseguenza dai fratelli, custodendola in profondità, perché la propria condotta non sia affermazione egoistica, bensì la ricca risposta a quanto si è ricevuto.

Preghiamo

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
A lui gridai con la mia bocca,
lo esaltai con la mia lingua.

dal Salmo 65 (66)

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