Mercoledì della settimana della III Domenica dopo l'Epifania

Sir 44, 1; 48, 22-25; Sal 140 (141); Mc 4, 35-41

Nei suoi giorni il sole retrocedette ed egli prolungò la vita del re. Con grande ispirazione vide gli ultimi tempi e consolò gli afflitti di Sion. Egli manifestò il futuro sino alla fine dei tempi, le cose nascoste prima che accadessero.  (Sir 48,23-25)

Il periodo in cui regnò Ezechia è caratterizzato dalla giustizia, quel re sa mantenere l’alleanza con il Signore tanto che viene benedetto con l’abbondanza di vita, per far sì che tutto il popolo possa godere il più a lungo possibile del suo governo giusto. Egli fu in grado di non considerare solo il presente, ma di avere uno sguardo capace di interpretare la storia, fino a riconoscere che il futuro voluto dal Signore non è caratterizzato dal dolore, ma dall’alleanza definitiva.
La consolazione donata da Ezechia al suo popolo può essere il dono che riceve ogni cristiano quando sa interpretare la propria storia e quella del mondo a partire dalla Rivelazione: ciò consente di intendere il presente, caratterizzato da ingiustizia e dolore, come una situazione che può cambiare perché la salvezza donata dal Signore può diventare sempre più visibile a partire dall’impegno di ciascuno.

Preghiamo

Mi percuota il giusto e il fedele mi corregga,
l’olio del malvagio non profumi la mia testa,
tra le loro malvagità continui la mia preghiera.
A te, Signore Dio, sono rivolti i miei occhi;
in te mi rifugio, non lasciarmi indifeso.

dal Salmo 140 (141)

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