Lunedì in Albis

At 3,17-24; Sal 98; 1Cor 5,7-8; Lc 24,1-12

Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. (1Cor 5,7a)

Dalla Pasqua niente è più come prima. La storia recupera il suo senso; le attese giungono a un compimento; il destino dell’uomo è riconoscibile in una luce nuova; e persino il volto di Dio si mostra in modo più chiaro. In Gesù risorto sembrano non avere più spazio né lo stantio immobilismo della nostra sfiducia, né i fuorvianti ritornelli della nostra lamentosità. In Gesù risorto c’è novità per il mondo e per noi stessi, e la comunità dei credenti – ci scrive Paolo – è chiamata a mostrare con vivacità questo annuncio capace di cambiare le cose. Nel nostro vivere insieme, nel nostro celebrare, nelle scelte del nostro cammino condiviso, non possono mancare la festa e la conversione in ordine al Vangelo. Una Chiesa stanca e ripetitiva non parla di Gesù; una comunità intristita e lamentosa non brilla della luce di Pasqua; e una testimonianza demotivata e priva di speranza non è specchio del Risorto. Via il lievito vecchio. È Pasqua!

Preghiamo

Sia benedetto Dio,
Padre di Gesù Cristo nostro Signore,
che nella sua misericordia
ci ha fatto rinascere e sperare nella vita senza fine
perché Gesù Cristo è risorto dai morti, alleluia.

(dalla liturgia)

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