Giovedì della settimana della VI domenica dopo Pentecoste

Gs 4, 19 – 5, 1; Sal 112 (113); Lc 9, 18-22

«Quando un domani i vostri figli chiederanno ai loro padri: “Che cosa sono queste pietre?”, darete ai vostri figli questa spiegazione: “All’asciutto Israele ha attraversato questo Giordano, poiché il Signore, vostro Dio, prosciugò le acque del Giordano dinanzi a voi, finché non attraversaste, come il Signore, vostro Dio, fece con il Mar Rosso, che prosciugò davanti a noi finché non attraversammo; perché tutti i popoli della terra sappiano che la mano del Signore è potente e voi temiate tutti i giorni il Signore, vostro Dio”». (Gs 4,21-24)

Ai padri è consegnato il compito di trasmettere ai figli la memoria dell’opera del Signore nelle loro vite. Quel compito è una costante, di generazione in generazione, perché non è sufficiente dare la vita in senso biologico, la vita è piena quando essa si riconosce parte di una storia, sempre viva perché sa tornare alla sua origine. Celebrare la memoria delle meraviglie compiute dal Signore è un esercizio valido per sé, ma è anche un compito di responsabilità nei confronti delle generazioni future.

Preghiamo

Chi è come il Signore, nostro Dio,
che siede nell’alto
e si china a guardare
sui cieli e sulla terra?

Dal Salmo 112 (113)

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