Lunedì della settimana della VI domenica dopo Pentecoste

Gs 1, 1. 6-9; Sal 27 (28); Lc 8, 34-39

Tu dunque sii forte e molto coraggioso, per osservare e mettere in pratica tutta la legge che ti ha prescritto Mosè, mio servo. Non deviare da essa né a destra né a sinistra, e così avrai successo in ogni tua impresa. Non si allontani dalla tua bocca il libro di questa legge, ma meditalo giorno e notte, per osservare e mettere in pratica tutto quanto vi è scritto; così porterai a buon fine il tuo cammino e avrai successo.

Con queste parole il Signore si rivolge a Giosuè dopo la morte di Mosè. Si tratta di parole che garantiscono che l’alleanza non è revocata, ma continua stabilmente nonostante le persone cambino. È la legge il riferimento per tutti, come è stato per Mosè, così sarà per Giosuè e per quanti verranno in seguito a lui. Ciascuno, a partire dalla propria situazione particolare, dall’epoca e dal contesto vissuto, potrà rendere viva e attuale l’alleanza con il Signore, mettendo in pratica la legge, rendendola concreta.
Si tratta di parole ancora valide, che interrogano ciascuno per comprendere come stia accogliendo la responsabilità di rendere vera e attuale l’alleanza con il Signore nella storia a partire dal proprio quotidiano.

Preghiamo

Il Signore è mia forza e mio scudo,
in lui ha confidato il mio cuore.
Mi ha dato aiuto: esulta il mio cuore,
con il mio canto voglio rendergli grazie.

Dal Salmo 27 (28)

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