Venerdì della settimana dell'ultima domenica dopo l'Epifania

Qo 12, 1-8. 13-14; Sal 18 (19); Mc 13, 28-31

Vanità delle vanità, dice Qoèlet, tutto è vanità. Conclusione del discorso, dopo aver ascoltato tutto: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo. Infatti, Dio citerà in giudizio ogni azione, anche tutto ciò che è occulto, bene o male.  (Qo 12, 8.13-14)

Dopo che Qoèlet proclama la volontà di ogni cosa, ovvero il fatto che nulla è più stabile di un soffio di vento che svanisce, ci si aspetterebbe che egli ne faccia conseguire la disperazione più assoluta, la constatazione del fatto che è impossibile attribuire un senso all’esistenza. Non è così: la vanità si riscontra quando si ritiene che le cose abbiano valore in sé e si dimentica che tutto trova consistenza a partire dal legame con il Signore. Ecco che la possibilità di essere in relazione con Dio è ciò che dà consistenza alla vita umana, solo a partire dal dono di quella relazione tutte le situazioni e ogni cosa può trovare senso, in quanto a lui relativa.

Preghiamo

La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima;
il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi.
Il timore del Signore è puro, rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli, sono tutti giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante.

dal Salmo 18 (19)

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