Sabato della III settimana di Pasqua

At 9,17-25; Sal 65; 1Cor 12,21-27; Gv 6,30-35

Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra (1Cor 12,26-27)

Può sembrare sia troppo dire che abbiamo bisogno gli uni degli altri: Paolo lo scrive invece ai cristiani di Corinto senza timore alcuno. Siamo legati gli uni agli altri: diversi, a volte diversissimi, non siamo pensati per percorrere il cammino in uno splendido isolamento, ma per arricchirci e arricchire questo mondo con la bellezza che ciascuno possiede e che ci giunge come dono dall’alto, e per aiutarci ad attraversare questo tempo, anche nelle sue fatiche, con il reciproco sostegno. Addirittura, Paolo parla di ciascuno di noi come “membra del corpo di Cristo”, strumenti quindi di salvezza con lui, partecipi in lui del meraviglioso progetto di Dio. «Ognuno secondo la propria parte» può dare un contributo prezioso per ravvivare la bellezza di questo nostro mondo, per far risplendere l’amore di Dio, rendere evidente la sua misericordia, e far emergere ciò che Dio ha in cuore per il bene di ogni uomo e donna di oggi e di sempre. Ascoltiamo Paolo, che invita a superare ogni forma di “divisione” imparando a prenderci cura gli uni degli altri.

Preghiamo

La nostra bocca si aprì nel sorriso,
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha colmato di letizia, alleluia.

(dalla liturgia)

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