Festa della conversione di San Paolo Apostolo

At 9, 1-18; Sal 116 (117); 1Tm 1, 12-17; Mt 19, 27-29

Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo». E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato. (At 9,17-18)

La conversione di Paolo, come quella di tutti, è opera del Signore. Lui agisce, attirando a sé con la bellezza della sua vita. La possibilità di decidere tutta la propria vita a partire da quella di Gesù, tuttavia, non avviene in solitudine, perché Lui per primo ha agito insieme alle donne e agli uomini. Per questo la conversione di Paolo è completa nel momento in cui il suo incontro con il Signore è ratificato da Anania ed è attuato tramite il segno del battesimo.
Quel fatto interroga ciascuno di noi, ci fa valutare quanto potremmo essere necessari per incoraggiare la conversione di chi ci è accanto e come solo nella condivisione comunitaria sia possibile ogni giorno convertirci sempre più autenticamente.

Preghiamo

Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode.
Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.

dal Salmo 116 (117)

 

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